L'importanza di essere amati
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Ebbene sì, sono ancora viva. Immagino che gli amici, non passino più di qui... ma come c'è scritto nella 'ragione sociale' del blog, sono curiosa, poi magari mi annoio... :)
Ora mi diverto un po' su Netlog, che è una sorta social network... una chat, ma che ti da la possibilità di collezionare musica, scrivere un blog, mettere foto...
Tornerò a scrivere, al più presto, ma devo fare un restyling di questo blog, come della mia vita...
A presto, un saluto a chi passa di qua...
Ale

Eccomi qui, torno a scrivere dopo tanto tempo, dall'ufficio tra un comunicato stampa e l'altro.
Non sono morta, saluto tutti i miei amici blogger che magari passano delusi sulla mia pagina fissa da mesi.
Sono ancora senza ADSL, è una bega infinita, che forse potrò risolvere all'inizio dell'autunno.
Nel frattempo alterno periodi di assoluta abulia con periodi di superattività...
Ho fatto un seminario di regia per l'Università in cui abbiamo girato un corto, ho avuto anche io l'emozione di gridare: Motore, ciak, AZIONE! Una scena per uno ma è stato simpatico fare lo storyboard, seguirlo minuziosamente... giovedì tutti al pub a vederlo montato!
Nel frattempo sto provando, e dovrò anche girarlo, un mio corto teatrale, che manderò ad un concorso a Napoli. E' un corto che ho scritto anche qui sul blog: 'Uomo da Motel'.
E poi gli esami, la vita che scorre, e la meta ancora lontana.
Mi chiedo se avrà mai una fine questo mio correre dietro alle mie aspirazioni, ma forse in questo consiste la mia vita... o no?
Cari amici sono in preda alla pirateria telefonica, solo per aver chiesto (più di un anno fa) a Tele2 qualcosa sull'offerta adsl, mi sono trovata impegolata in una vicenda inenarrabile. Praticamente si sono presi la mia linea e io non ho più ADSL, perchè TIN.IT mi ha chiuso il contratto dicendo che lo aveva chiesto TELE2 e Tele2 non accetta le mie raccomandate e disdette vocali e fax... e mortacci loro!!!
Non vi racconto cosa vuol dire parlare ai poveri disgraziati dei gironi del call center, sono diventati un muro di gomma, ti ripetono le cose a macchinetta senza nessun senso.
Per una settimana intera non sono riuscita a parlare con un'italiana... voi direte che cambia? Niente infatti, le risposte sono sempre: "Io non potere far niente, io potere solo inoltrare sollecito... ", e al mio: mi faccia parlare con un superiore!!! La risposta è stata: "Ti posso passare Silvana" e io: "Mi passi Silvana, se puo' essermi utile". Silvana mi risponde con un'ottava sopra alla collega: "Io non potere far niente, io posso solo inoltrare sollecito, signora!!", alla mia timida protesta: "E' una settimana che parlo solo con stranieri, che non mi capiscono...." dall'altra parte sento un singulto e poi un pianto dirotto:"Ladri, siete tutti ladri, malfattori..." e io: "Si calmi, la prego io volevo solo dire che non riusciamo a capirci bene", "no, lei offeso me, io sono qui ma non c'entro!", ormai basita metto giù il telefono ennesimo tentativo non riuscito.
Ho mandato un fax sulla carta intestata della Camera dei Deputati e penso di denunciarli all'unione consumatori, ma nel frattempo, le mie notizie arrivano dal fronte... purtroppo la connessione analogica, non mi permettere di scrivere a lungo. Devo rubare momenti, come questo, sono in biblioteca a lavorare, e approfitto di un attimo di silenzio.
Sono completamente tagliata fuori: "AIUTATEMI!!!"
Quest'anno vi lascio gli auguri e basta senza commenti.
Cose bizzarre mi accadono in questo periodo. Volevo intanto rassicurare le amiche-i che non sono morta. Oddio un pochino sì… che faccio una vita da monaca (non di Monza, beata lei).
Sto per affrontare un nuovo lavoro, al seguito di due onorevoli alla camera, una mezza specie di addetta stampa-segretaria, e un altro nuovo lavoro… forse… sto facendo una prova come ‘adattatrice cine-tv’.
In merito a questo, dopo mesi di training, l’altro giorno ho deciso di lanciarmi e di dichiararmi pronta a fare la prova ufficiale. Vado, un posto vicino a piazzale Clodio, una salita che avrebbe stroncato qualsiasi alpinista, trovo il civico ed entro.
Un atrio spoglio e due porte, mi avvicino ad una porta, entro, altre porte in un corridoio. Busso alla prima porta, apro, e mi trovo in un minuscolo stanzino con due persone in cuffia. Uno dei due si leva la cuffia e io gli faccio:”Scusate cercavo M… di Marcello” e questo gentilissimo: “due porte più avanti, mi raccomando non sbagli che l’altra porta è il bagno!”. Ringrazio e vado verso le due porte (timorosa di trovare il bagno, che probabilmente è la fossa delle marianne), busso entro e trovo altri due in cuffia. Uno dei due, zazzeretta bianca, capelli a paggetto, si leva la cuffia e mi urla: “AMORE!” io per niente intimorita strillo:”CIAO!” (mi era saltato in mente di appellarlo: TESORO! Ma ho rinunciato), e aggiungo: “sono qui per la prova…”. Lui contrito mi guarda e fa: “sai stasera proprio non posso, sono oberato di lavoro, vai di là dalle ragazze e fatti dare un appuntamento”. Ci salutiamo, per fortuna senza abbracci e baci, e mi dirigo verso l’altra porta nell’atrio. Busso ed entro. Due ragazze stanno facendo un colloquio ad un signore, io interrompo: “Scusate ero qui per la prova con Di Marcello….”, la ragazza mi guarda e mi fa: “Di Camillo, casomai… un attimo solo che glielo chiamo.”
Esordio Fantozziano, traduco quindici pagine pallosissime su un sottomarino americano, e la cassetta per il primo quarto d’ora parla di carri armati… mah! Poi trovo un pezzo di sommergibili… ma non quello tradotto da me, poi uno spezzone senza testo in cui mancano intere pagine del copione… che dite me lo ha fatto apposta?
Così il mio week end di lavoro, è andato a farsi friggere e nel frattempo non avevo organizzato nulla!
Ah, dimenticavo… il venerdì pomeriggio lavoro alla biblioteca-videoteca del DAMS di ROMA III.
Faccio coppia con uno che potrebbe essere mio figlio, un dolcissimo ragazzo siciliano, biondino, occhioni azzurri… e di una gentilezza tutta del sud. Mi ascolta affascinato e io mi stupisco di quante cose non sappia, certo avere un figlio sarebbe un arricchimento enorme (chiaramente per entrambi).
Sono sospesa nell’aria, mi sento nuovamente in mezzo al guado. Non posso dire di essere ferma e immobile come qualche mese fa, ma molte delle mie speranze sono cadute, e devo ricominciare da capo.
Ok, come diceva il mio amato papà, stiamo con l’elmetto in trincea, ma sto prendendo la Papaia sa?
Vedrete che tra un po’ cambia tutto, esce pure Saturno dal mio segno!
Intanto ho fatto una cosa che uno di questi libri fai da te consigliava: Visualizzate i vostri sogni.
Ho ritagliato, una donna giovane e sana, un bel maschio con l’aria di chi la sa lunga, una casa calda e luminosa, e una scrivania con una donna che scrive e li ho incollati su un diario.
Dite che funziona?

Eccolo qui, il luogo delle mie vacanze, Tutzing, Baviera. Come il Papa, sì... sono di ritorno dalla Baviera.
Tempo infame i primi giorni, poi ci ha graziato nella prima parte del giorno del mio compleanno, e quando siamo andati a Monaco. Freddo, freddo... ma bei posti rilassanti.
Solo che io non ero rilassata, io amo la natura, ma allo stesso tempo mi opprime, sarai matta direte voi?
No, solo piena di cose che non so fare e che mi fa fatica fare.
E poi i malesseri che uno ha in casa, se li porta dietro anche in vacanza, non c'è niente da fare, troppo poco tempo per 'distrarsi' e rilassarsi.
Ero incerta se scriverlo o no, questo post sulle vacanze, perchè non trovavo una bella foto di Tutzing, e perchè sono tornata a Roma ed è ricominciato tutto.
Tutto cosa? Tutte le rotture di balle solite. Mi sono data all'adattamento di documentari e fiction, la parte della traduzione è difficile, ma stimolante, l'adattamento invece è solo faticoso.
Fra qualche giorno saprò se i miei sforzi daranno qualche frutto o no.
Ma tornando alle vacanze, vorrei ricomincare daccapo... :) I miei amici sono sempre tolleranti e simpatici, e questa è una nota positiva, ci siamo divertiti, e siamo stati bene tra noi.
ORA SI TORNA ALLA REALTA'... con un anno di più! Ho festeggiato, per così dire, ho festeggiato... in una conditorie e nell'abbazia Benedettina, una giornata di sole a metà, che, nel pomeriggio, pioveva come la mandava.
Poi una giornata in una piscina, metà coperta e metà no, con le montagne davanti e il lago sullo sfondo.
Il grande lago di Tutzing, dove è la tomba di Ludwing, e l'isola delle rose di Sissi.
Molto romantico vero? Ho visto anche un paio di Musei degli espressionisti tedeschi, belli, anche architettonicamente, ma poco funzionali, spiegazioni solo in tedesco!
Monaco è sempre un amore di città, in cui ci si sente a casa, molto poco tedesca... Ho riportato birre con il lievito e semi di fiori... :) e le solite cartoline sia degli espressionisti che dei posti.
Ormai è un'abitudine, le riportavo a papà, perchè le dipingesse (mai che gliene piacesse una!) e l'ho fatto anche quest'anno, che ormai sono tre anni che non c'è più.
Agosto per questo è un mese da dimenticare.
Giorni fondamentali per l'Italia, la politica e il calcio, sembrano essere il centro del mondo, del nostro mondo. Abbiamo avuto giornate convulse per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato e poi per l'elezione del Presidente della Repubblica (io avrei preferito una donna, ma che ci volete fare? c'abbiamo messo 30 anni per eleggere un post-comunista, per le donne, forse ce ne vorrano altri venti).
E il calcio? Sono giorni che i tg, impazzano strombazzando: 'bufera sul calcio, la nuova tangentopoli!'.
Tutte queste notizie hanno nascosto, diciamo minimizzato un paio di notizie che sinceramente mi hanno fatto riflettere, sulla violenza che ormai sembra non colpirci più come una volta... anzi se ci penso bene, molto più di un paio di notizie.
Dico a caso, perchè non mi ricordo l'ordine cronologico: la donna sgozzata nei carrugi di Genova, il traffico di bambini nel campo nomade, accompagnati alla prostituzione dalle famiglie, la donna decapitata in una stazione di servizio a roma e quella sepolta viva insieme al bambino che portava in grembo.
Non ci sono molte parole da spendere, i fatti in sè parlano da soli. La violenza sulla parte debole della società è diventata sempre più atroce, e se un volta ci colpivano queste cose che succedevano nel terzo mondo, negli Stati Uniti, ma potevamo scrollare le spalle pensando alla nostra culla di civiltà, che aveva in sè tutti i precetti dell'umanità e del comportamento 'cristiano', sembra che adesso il nostro senso di superiorità sia andato a farsi benedire.
E non ci si deve guardare alle spalle, non sono gli estranei che ci minacciano, sono i nostri fidanzati, gli amanti, gli ex-mariti, i padri e le madri e a volte anche i figli.
Diceva giustamente Giulio C. Giacobbe, in: 'Come diventare un budda in cinque settimane'; 'Noi non siamo normali e naturali, siamo malati, siamo pazzi! Solo che, poichè tutti sono come noi non ce ne rendiamo conto; la pazzia è così normale che non essere pazzi, sembra anormale'.
Mi convinco sempre di più che è profondamente vero, certo forse non tutti noi sono pronti a staccare la testa alla ex-moglie, o a mandare il proprio figlio a prostituirsi, ma questi stanno diventando fatti all'ordine del giorno, e cosa ancor più orribile ci colpiscono al momento che ce lo dicono, poi dopo dieci minuti un'altra notizia cancella l'orrore della prima, fino a ridursi tutto in una pappa informe.
Che dire, infatti dei caschi blu, e dei volontari, che in Nigeria pretendono sesso in cambio delle lezioni di scuola, del cibo, degli aiuti, che danno alle bambini e ai poveracci dei campi profughi?
Buon week end, amici malati...
Quest'anno il 25 aprile mi è passato così, senza neanche farci un post di riflessione.
Ieri sera però guardando le immagini della manifestazione a Milano, insieme a quelle di quei giorni, come sempre mi sono commossa. Un sacco di ragazzi e ragazze che sfilavano armati, e fino al giorno prima magari non se lo sarebbero mai sognati. Come sempre ho cercato di fare domande... certo la persona a cui potevo fare domande non c'è più, come tanti di allora, ma avevo bisogno di risentire cosa era successo quel giorno alle persone più vicine a me.
Mentre i giovani di allora, sfilavano vecchietti oggi, ho domandato a mia madre lei dov'era.
'Ero a via Appia e aspettavamo che passassero gli americani', ma non eri per la strada? 'No, tuo nonno non voleva, eravamo ragazze di famiglia, tuo nonno era molto severo'.
E papà? Ti ricordi che ci raccontava?
'Papà stava tornando indietro da Tolone, con un treno che trasportava i feriti, una crocerossina inglese l'aveva aiutato a scappare, l'avevano bendato con bende sporche di sangue e appena il treno ha rallentato entrando a Roma, lui era scivolato giù da un palo della luce e scappato dalla sorella ad Ostiense'.
Già mi ricordo non poteva scendere alla stazione perchè lì controllavano i documenti.
E poi aveva conosciuto un professore e aveva cominciato a far parte dei GAP, portando messaggi in bicicletta.
'Si' aggiunge mia madre, 'l'altro giorno guardavo la medaglia di bronzo e la croce di guerra che gli hanno dato, e pensavo alla sua delusione per non avere avuto quella d'argento, l'avevano data ad un raccomandato, e lui se ne ricordava sempre.'
E già mio padre ha fatto la guerra come marinaio, e quella notte era rimasto nel reparto caldaie, per controllare la nave e, quando tutto era finito, l'avevano riportato su con un lenzuolo che la pelle gli si staccava di dosso; era rimasto benchè la temperatura avesse raggiunto il limite.
Quanti racconti, che mi si accavallano nella testa, e che rimpianto di non aver più lui che mi rimette a posto i tasselli nel modo giusto.
All'improvviso penso ai giovani, a quelli che non hanno neanche un nonno, che gli possa ricordare e raccontare, e anche nel dolore ritengo che la generazione dei nostri padri sia stata fortunata. Hanno avuto la forza di liberarci dal fascismo, e la speranza e la gioia di un momento fantastico, avevano davanti a loro un futuro migliore, e tutto quello che sarebbe venuto dopo lo avevano guadagnato con il sacrificio di tanti, anche della loro gioventù.
E noi figli di quella generazione, non abbiamo dimenticato, abbiamo cercato di seguire i loro insegnamenti, abbiamo sperato anche noi in un mondo migliore.
A scalare - ho pensato - i giovani che oggi hanno ventanni, sono nati in un'epoca in cui c'è di nuovo la guerra, come se fosse un fatto naturale, sono nati sotto l'era Berlusconi, e non hanno conosciuto il mondo in bianco e nero. Non li invidio davvero....

Voglio denunciare la scomparsa di una persona: IO. Se mi trovate per cortesia non siate sarcastici.
(Jules Pfeiffer)

Nell’incertezza se scrivere un racconto, la critica di un film, l’ultimo libro che ho letto, le mie ultime avventure o disavventure, scrivo tutto. Commento sonoro di primo piano tam-tam ritmato.
Notizie dal mondo: mentre ci si batte per i bonus bebè (di cui francamente me ne frega poco essendo quasi in età menopausale e non avendone sfornato neanche uno), come diceva quella vecchia canzone? ‘Gira, il mondo Gira, negli spazi sconfinati… cioè, che diamine succede nelle nostre teste? Notizie annichilenti.
Un coglione, che non è un coglione qualsiasi, ma un coglione Ministro della Repubblica va in giro con un su una maglietta con le vignette considerate blasfeme dal mondo islamico, e la mostra spogliandosi con gesto da Superman, quando si strappava i vestiti e aveva sotto la tutina da Super.
Ora, io dico, anzi no, è meglio che non dico, per fortuna alla fine dall’incazzatura verso di noi, gli arabi si sono distratti, continuando a massacrarsi tra di loro (sunniti e sciiti).
La III sessione della Corte di Cassazione, dice che se una è stata stuprata ma già aveva conosciuto ‘il peccato’ è meno reato… Cristo santo… per fortuna, sparata rientrata (sono gli stessi che dicevano che non si poteva essere stuprate coi jeans… c’avesse ragione Berlusconi, che non stanno bene?)
In Iraq, la media dei morti giornaliera è di almeno 20, noi continuiamo a garantire la pace e lo sviluppo (?) in un paese in cui, con il dittatore, era sparita la malnutrizione, diminuita la mortalità infantile e battuto l’analfabetismo (compreso quello delle donne). Volevi Saddam? No, no… per carità!
In Palestina alle libere elezioni ha visto la fazione di Hamas, considerata terrorista da quasi tutto il mondo. Bella mossa anche i palestinesi, eh? Ci sarebbe da rimpiangere il vecchio Arafat, se non che anche lui ne aveva fatte delle belle.
Cos’altro? Oggi, tra uno spaghetto e l’altro, l’occhio sul telegiornale, vedo una scena allucinante, che mi riporta subito ai pestaggi tipici dei poliziotti americani ai danni della povera gente di colore e non… cos’era? Modena, e sulla macchina c’era scritto: CARABINIERI. Botte da orbi, ad un disgraziato marocchino ubriaco, che bastava mettere in manette: scena raccapricciante. La vedi in IRAQ, vedi i soldati di sua Maestà britannica, che pestano 4 ragazzi che chiedono piangenti pietà, e pensi: bastardi questi anglosassoni, non sono mica come noi…
Saranno gli OGM?
Ma il tempo della vita scorre, rimanendo completamente immobile. Ho fatto il primo esame all’Università (post dedicato), 30 e lode con Freccero, modestia a parte…
Forse sarò costretta a trascurarla per un po’- l’Università -, perché devo e sottolineo devo, fare l’esame per diventare giornalista professionista, se accettano la domanda di praticantato a Stream, entro Aprile.
Tutto questo vuol dire: notevole esborso di denaro che non ho! Infatti, se mi accettano il praticantato, tra l’altro dovrò andare a fare un corso a Fiuggi di 5 giorni alla modica cifra di 360 E, più la tassa per sostenere l’esame di 200.
La mia vita si va complicando, prossimamente inizierò un nuovo lavoro in una ONG, lavoro fumosissimo (post a parte), che però dovrebbe essere pagato abbastanza bene.
Nel frattempo la mia amica del cuore che doveva affrontare con me l’avventura giornalistica, è partita per la Russia, e forse non tornerà, l’aspetta il suo amore russo e un lavoro in una rivista letteraria (a suvrir).

A luglio, su richiesta di un'amica, ho fatto una domanda per essere ammessa al terzo anno del DAMS... solo dieci posti, chi ci ha pensato più? La mia amica nel frattempo ci ha ripensato, e io invece sono stata ammessa! Premesso che era un mio vecchio sogno, quello di utilizzare gli esami della mia prima laurea, che in gran parte erano esami di spettacolo, per prendere questa laurea, certo non pensavo di ritornare a studiare. E invece eccomi qui, di nuovo con cartellina, quaderno, penna, a prendere appunti al primo banco. Sto frequentando l'esame di Freccero sulla Tv generalista, diciamo che è un matto, ma è simpatico.
Mi ci vedete alla mia tenera età, di nuovo in classe? E ho fatto subito amicizia con una squinzia ventiquattrenne che potrebbe essere mia figlia... mi servivano gli appunti.
Insomma, sono qui, a maledire la Moratti, spaccandomi la testa con la storia dei crediti, ma come le sarà venuta in testa 'sta storia dei punti? Per fare un piano di studi, devi essere bravo in enigmistica, 2 crediti in più lì, 4 in meno là, insomma un vero rompicapo, per fare? Boh! A volte, le vorrei guardare nel cervello, per quante cazzate ha fatto nel mondo della scuola.
Comunque, eccomi impegnata in una nuova avventura; che ci faccio con una seconda laurea?- potreste obiettare-, un cavolo anche con la prima, vi potrei rispondere. Vi terrò aggiornati sulle mie prodezze universitarie.
La prima sera mentre raggiungevo S. Paolo, mi veniva in mente la filastrocca che mi cantava mia mamma, quando piccolina affrontavo i primi giorni di scuola, cullandomi sulle sue ginocchia: Alessandra va alla scuola, va alla scuola del cucù, prendi Alessandra e buttala giùgiùgiù!!
Domenica di novembre con le lacrime. Non le mie quelle del cielo, io non le ho più. Sembra ieri che mi aggiravo sicura che avrei fatto una valigia al più presto... E forse la farò, ma per adesso, eccomi di nuovo in combattimento con la mia vita romana.
Le notizie belle: sono di nuovo una studentessa, ma che dire? L'ho fatta la pazzia, ora vediamo come la porto avanti. Niente soldi e niente lavoro.
Mi sto punendo per qualcosa? Sono andata a vedere Caché, o meglio 'Niente da nascondere', film simbolico sul senso di colpa, a parte la bravura degli attori, riflessioni sul sentirsi in colpa degli uomini occidentali, non te le fa fare... anzi... ti chiedi: 'Ma di che cazzo mi dovrei sentire in colpa?'.
Di avere il Governo Berlusconi? Di stare a combattere con gli euro alla mia età? Di non avere il contratto, grazie ai tagli della finanziaria del Ministro Tremonti?
Certo ho una casa, e da mangiare. Ma ho anche la tachicardia, l'esofagite, l'ansia... queste sono le ricompense per far parte di questo mondo capitalista?
Voglio andare in Africa a morirmi di fame... meglio molto meglio, un malessere vero, reale, niente psicoanalisi, stai solo morendo di fame.
Mentre qui, un giorno ti dibatti nella depressione, l'altro nella tachicardia, sei piena di entusiasmo per te stessa e i tuoi pensieri, e poi ti odi perchè non riesci a tenerti un lavoro come si deve per qualche anno.
E poi? Poi, ti odi, perchè non fai felice nessuno e nessuno fa felice te.
Vorresti scrivere e leggere, le tue consolazioni, ma i malesseri 'real-immaginari', ti portano via tempo ed energie.
Ed ecco perchè, anche questo blog è così abbandonato, vorrei raccontarvi tanto altro, scrivere i racconti, che invece scrivo su un quadernetto comprato a Parigi, quaderno e penna.
Sul quaderno c'è scritto: 'sono autore di un atto poetico'... Forse è questo che dovremo fare? Essere autori di atti poetici, nella vita, più che nell'arte.
Essere capaci di andare controcorrente, amare chi non ci ama, la vita e gli uomini. Perchè io spesso penso che la vita non mi ami... e di conseguenza le giro le spalle. D'altronde qualcuno dice che io sia bravissima a girar le spalle. . .
Vorrei esserne veramente capace, senza fardelli passati, come diceva il vecchio buon Gaber 'Lasciare lì qualcosa e andare via... '? Già... stamattina vi ho lasciato questo e vado via.

Bonjour… Avenue des Ternes, sono su un taxi parigino guidato da un cinese, il suo francese è incomprensibile, attraverso la città in silenzio. Bagagli treno studiò pieno di sole, e di nuvole e di pioggia. Avenue MacMahoni, l’Arco di Trionfo, la metro, sguardi diversi di gente diversa, in una città con il fiume. Le città con il fiume in mezzo si somigliano tutte mi vien fatto di pensare, ma non è poi così vero. Inizio a girare. Il Marais, stupendo pieno di passage segreti, che si aprono su piazzette con alberi al centro, biciclette legate, ateliers, fotografi, negozi di cappelli (oh, i cappelli!!)
Notre Dames e St. Germain-Des-Pres, il caffè dove Simone e Jean Paul, passavano le loro giornate, tradendosi e amandosi fino alla fine… (il moi mito giovanile), chissà se è vero?
Montparnasse e Montmartre, sul bianco e nero dell’architettura dominante, i negozietti rossi, verdi, blu cobalto, e il cielo grigio…Nella piazzetta accanto al Sacro Cuore, decine di pittori che ti vogliono fare il ritratto, mi sento apostroforare: ‘ehi, begli occhioni vuoi un ritratto?’ Faccio finta di niente e mi ritiro in chiesa… Panorama di Parigi uniforme, quanto diverso dal panorama di Roma… bellezza austera basata sui toni del bianco grigio e nero… a Parigi si fuma ovunque… Ah, la libertà! Bistrot a misura di turista, sale da tè a misura mia… bellissime, piene di specialità diverse, di tè profumati ed esotici.
Piccolo Museo della vita romantica con uno stupendo giardino e un gazebo dove prendere il tè, sette euro per vedere la stanza di George Sand, decido che un altro dei miei miti giovanili, può restare dov’è, e mi godo la pioggia sotto il gazebo in mezzo ai fiori.
Beaubourg e Les Halles (gli antichi magazzini generali), il centro Pompidou, la Place Igor Stravinsky, con la fontana e tutti quei buffi oggetti coloratissimi che la animano, e fanno da sfondo ad una struttura hi-tech.
Pigalle e il Quartiere Latino, pieni di turisti… ho spezzato gli occhiali devo comprarne un altro paio proprio lì, occhiali da sole del Quartiere Latino.
Gestori dei locali più disparati che ti chiamano per entrare (bonjour madame… bonjour anche se sono le otto di sera), greco, turco, italiano, ebraico… mi viene da sorridere, in quel piccolo teatro fanno ‘La cantatrice calva’ da anni… poi giro l’angolo e trovo due chiesette fantastiche, St. Severin e St. Julien le Pauvre.… non mi vogliono fare entrare c’è un concerto e Francesca: ‘la mia amica viene da Roma solo uno sguardo piccolo’, e io di corsa faccio una foto dell’icona infondo alla chiesa e? che rabbia mi hanno venduto una macchinetta fasulla niente foto! E ho lasciato la videocamera nello studiò… A Parigi tutte le chiese hanno un giardino dietro, la trovo una cosa bellissima, è come se continuasse il raccoglimento e la possibilità di restare in silenzio nel verde.
E poi la televisione in francese, la spesa al supermercato, e da fnac in Avenue des Ternes, il paradiso di tutto: dischi, libri, macchine fotografiche… mio dio quante cose potrei comprare! Per quelli che amo e per quelli che ho amato… e mi viene di fare una telefonata, per sentire la voce di un uomo che sento vicino e raccontargli dei tetti di Parigi, del sole tenue che mi riscalda sul terrazzino dello studiò… mentre la mia amica parla al telefono con il suo fidanzato russo.
Forse avrei voglia di parlare con qualcuno a cui non potrò più telefonare, ma non c’è spazio per la tristezza, il viaggio ricomincia, nuovi bistrot, nuove atmosfere, nuovi ‘bonjour madame’ (come suona meglio di buongiorno signora!) finchè mi ritrovo in un taxi con due occhi crudeli di una signora cinese che mi guardano dallo specchietto… costeggiando la Senna do l'ultimo saluto a Parigi, che devo attraversare per intero per arrivare alla Gare Bercy… sono di nuovo in viaggio per l’Italia, con una signora scozzese e i miei amici dell’andata, due coppie di cinquantenni (testimoni di Geova!), simpatici e molto gentili che mi coccolano con caffè e dolcetti. Di notte gli strilli di un ubriaco sul treno che vuole fumare in corridoio è salito a Dijon e lo scaraventano fuori in Svizzera, poi i walkie talkie della finanza che scandiscono i nomi vietnamiti, di quelli della carrozza accanto… io sono nella cuccetta superiore e un po’ leggo e un po’ fantastico, bonjour Paris a bientot!

Questo settembre non vuole passare, mi guardo allo specchio soddisfatta di me, continuano a dirmi che sono una bella donna, di quante conferme si ha bisogno! Sono piena di dubbi.
Cosa devo fare, concedermi ad un trentenne, poco più che implume? Mi viene in mente ‘La diva Julia’, è inevitabile che una donna alla mia età attragga uomini giovani, che non vedono l’ora di possedere una donna matura: fascino, niente coinvolgimenti, godimento assicurato.
Ma io che ne penso? Sono un po’ divertita e un po’ spaventata, preferirei avere più corteggiatori della mia età… ma i miei coetanei se la fanno con le trentenni… forse è vero che gli uomini ad una certa età cercano femmine per la riproduzione? Così, cinicamente, si esprimomo le mie amiche… ma io sono rimasta una romantica, un’idealista.
Per me l’amore è ancora un fremito, una carezza, un uomo che ti corteggia, che non può fare a meno di te, che ti pensa in ogni istante, che ti scrive, con cui parli di tutto e sogni di tutto.
I sogni appunto… ultimamente ho ricominciato a sognare, e sogno spesso i miei vecchi amori.
Il mio primo amore, il regista, torna sempre a galla, quando c’è qualcosa che non va… e poi il mio grande amore milanese, e un amore ‘disturbato’ che è finito malamente qualche tempo fa.
Li rimpiango? No, è consolante (Kerry docet), che le persone escano ed entrino dalla propria vita, ma rimangano sempre nel cuore, e da lì certamente nessuno potrà mai cancellarle.
Un posto nel mio cuore questi miei uomini ce l’avranno sempre, anche quelli a cui ho fatto male e che mi hanno fatto male.
A volte, è bello risentirli, alzare il telefono e averli lì, e sentire la nota di affetto che si insinua nella loro voce… con qualcuno si può con altri no, ma non per questo non sono accoccolati in una piccola parte della mia anima.
Ma torniamo al trentenne… Durante l’estate gli ho offerto una cena, è successo così senza premeditazione, mi ha detto: dove ti raggiungo? E io gli ho detto semplicemente: a casa!
E’ stato normale, abbiamo parlato per un paio d’ore e poi era ora di cena e l’ho fatto fermare… abbiamo cucinato insieme, chiacchierato, riso… gli ho fatto vedere un film in tv che non aveva visto ‘Pane e tulipani’… è stato tutto molto carino.
Poi, abbiamo parlato ancora un po’… è chiaro che mi sono chiesta cosa dovevo fare, ma ero intenzionata a non far finire la serata in quel modo… lui mi ha chiesto timidamente se mi avvicinavo a lui, io mi sono seduta accanto a lui e mi ha abbracciato… sentivo tutto il suo imbarazzo e la voglia che aveva… sperava che io prendessi l’iniziativa, ma io l’ho cacciato amorevolmente fuori di casa.. l’ho visto arrossire e mi sembrava di essere tornata ventenne.
Ecco con lui, stranamente a volte mi sento donna vissuta e matura a volte mi fa tornare in mente la me stessa ventenne. E’ molto più vecchio di me… e mi vezzeggia in tutti i modi, è bello sentirsi dire che hai la testa e il corpo che farebbero invidia ad una ventenne, in cuor tuo sai che non è vero, ma essere lusingate è la debolezza delle donne.
Ora mi tiene il broncio, ma appena può mi invita in campagna, al mare, ovunque si possa ricreare tra noi un minimo di intimità… le mie amiche ridono, e mi dicono di cedere, di non farlo soffrire, di concedermi un po’… e sapete una cosa? Io ho paura.
Devo tener duro una settimana e poi farò le valigie…
Ho fatto un giretto per blog, sì tutti almeno un accenno al terremoto lo hanno fatto, e allora facciamolo. Ero sola, mi stavo preparando il pranzo, anzi mi ero appena seduta davanti ad un tg... non ricordo forse quello del terzo, e ho sentito la sedia ondeggiarmi sotto il sedere. Essendo io ritenuta diciamo facilmente impressionabile, ho cercato notizie zompettando qui e lì con il telecomando: niente. Confesso di aver pensato che abitando al secondo piano non avrei avuto molte possibilità di sopravvivenza... Ma non sono uscita, anche se come dice un blogger che ho letto, mi sarebbe scocciato morire prima di aver lasciato qualcosa di tangibile dietro di me.
Mi ricordo in modo indelebile la scossa del '95, che mi ha decisamente toccato, dopo quella scossa la mia vita è cambiata. Mi ricordo che ogni sera alle 7 la sentivo arrivare, invece anche allora (o così mi sembra), fu una scossa isolata. Quella scossa terremotò la mia vita, quel terremoto me lo porto dentro e ci sto ancora combattendo.

Roma mi ha accolto con la pioggia, dopo tanto sole. Quest'anno oltre il mare ho visto un paio di posti nuovi in montagna e in costiera. RAVELLO E' UN POSTO MAGICO (ci tornerò con l'uomo della mia vita, si sentiva mormorare ovunque!).
Ma anche vacanze romane... sì, che pure tornando a Roma, l'aria di vacanza rimane intatta, ci sono così tante cose che si possono visitare, fare, ascoltare... E' bella Roma, così svuotata e così viva. Ho avuto la casa a mia disposizione, ho accolto ospiti, e ho goduto un po' della mia solitudine. Forse riparto, ma scaramanticamente non voglio dire nulla.
Sono andata a vedere la mostra di Botero, vorrei passare la fine dell'estate tra le braccia di qualcuno che mi faccia danzare il cuore, come le figurine di Botero così immobili e così aeree.
Chi mi invita a ballare?
Mi sveglio la mattina con cautela, chiedendomi come andrà oggi? Il guaio è non avere solo me di cui preoccuparmi ma una mamma, che pur non avendo nulla sta appassendo.
Vorrei essere un vulcano di gioia e positività per poterla portare fuori dalle secche della malinconia, ma non lo sono. Ho passato l'inverno malata, malata di esofagite, che è una malattia labile, con una sintomatologia sterminata. Il sintomo peggiore è quello di un incipiente infarto, da qui tutta l'ipocondria del mondo,
continui controlli dei battiti, gastroscopie a non finire, ne ho collezionate tre in due anni.
Devo dire che per questo ho molte persone e situazioni da ringraziare, ma anche me stessa. Credo siano decenni che svegliandomi non provo più una sensazioni di 'joi de vivre' fine a se stessa, che pare sia il
massimo della felicità.
Il caro psicologo Morelli, che ci inonda di libri, di presenze televisive, di riviste, dice che la felicità non è legata ai nostri successi amorosi o materiali, ma è quella che sgorga da noi stessi. Quando un male ci attanaglia dobbiamo lasciarci sommergere, perchè un angolino dentro di noi è pronto a rinascere. Io sospetto che la sua felicità consista nella nostra infelicità.
Ora sto meglio, ho avuto solo dei terribili mal di testa che ancora mi prendono, dovuti allo stress, per cui ho fatto delle sedute di agopuntura, va meglio, ma dipende dai giorni. Provo a farmi trapassare da ondate di malessere le mie e quelle di mia madre, ma non trovo l'angolino da cui risorgere.
Nuovo fidanzato fresco di una ventina di giorni, che però non c'è mai, ora è su una piattaforma davanti all'Africa (o tra le braccia di una bionda da sballo? la mia fiducia negli uomini è ormai a lumicino), e io passo il mio week end da sola. Diciamo che non è proprio questo che intendo come amore... La realtà è che ogni nuovo
incontro ti fa rimpiangere il precedente... Mi fa venire in mente Alberto Sordi che urlava in uno dei suoi film: CHE COS'E' L'AMORE... e la risposta è banale ma quanto mai veritiera 'una cosa chimica'. Puoi essere la donna più intelligente del mondo ma magari sballi per uno stronzo (per divertirmi faccio sempre il giochino delle affinità di coppia sui siti degli oroscopi, la maggiore affinità ce l'ho con il fidanzato più stronzo che ho avuto!)
Ma non voglio parlare di uomini e soprattutto non voglio parlare agli uomini. No, che avete capito... interagire sempre, ma spiegare mai più... mi è successo anche con questo e ho sentito le corde vocali atrofizzate, il cervello paralizzato, e un crampo allo stomaco.
Le sigarette ecco, ne accendo un'altra e penso a mio padre ormai è un riflesso condizionato, ma la paura e il dolore per quello che è successo a lui non fermano il mio gesto.
Forse dovrei andare dalla sensitiva che mi hanno consigliato, per capire se questo è l'uomo della mia vita, se avrò di nuovo il contratto, se lascerò mai questa casa, se e come la mia vita evolverà. Credo che rinfrescherò
il mio francese e se posso me ne parto per la Francia in cerca di fortuna migliore... chissà... magari mi porto anche dietro l'uomo delle piattaforme.
Buona domenica a tutti.
Se per sfuggire alla memoria
Fossimo provvisti di ali
Molti volerebbero
Abituati a cose ben più lente
Gli uccelli- impauriti-
Scruterebbero il gigantesco carro
Degli uomini che fuggono- disperati-
Dalla propria mente
EMILY DICKINSON

Dopo le trincee i colpi di caldo? Sì, vi dovete abituare... ho preso un piccolo colpo di colore di cui ancora non vi dico niente. Vediamo se mi sarà utile o meno...

Ore 19.00 dalla trincea, soldato Ale, in allerta.
Sono un paio di anni che questa espressione di mio padre, mi ronza nelle orecchie. Quando vivevamo momenti difficili, lui diceva sempre: e che vuoi fare? Mi rimetto l'elmetto e sto in trincea.
Ecco io sto con l'elmetto da un paio di anni, sono un soldato stanco, un soldato che vorrebbe cedere le armi ma non può.
Il nemico? Il nemico è la vita, che mi guarda spesso in cagnesco e che non mi regala niente. E giù a leggere tutti i libri possibili e immaginabili, per come sorridere alla fortuna, per come avere un atteggiamento positivo, e convincersi sempre più di essere inadattata... sì, non disattata, ma inadattata alla vita.
E' inutile, mi fanno venire l'orticaria tutti quelli che scrivono e dichiarano di essere 'solari', che cazzo significa solare? Come si fa ad essere solari?
Odio tutto ciò che è adattamento ad un mondo che ci schiaccia, e ci avvilisce.
Io non voglio essere 'solare', voglio essere me stessa, mi basterebbe vivere dignitosamente una condizione da essere umano. Chi ha detto: 'L'importante è che la morte ci trovi vivi'? Ecco non sono convinta che la morte mi troverebbe viva in questo momento, è per questo che sto con l'elmetto, è per questo che ho paura della morte. La morte, o la follia, due paure enormi, due 'stati' che l'uomo occidentale considera i più funesti, la nostra mancanza di confidenza con la morte e con la follia, ci porta a temerle entrambe sopra ogni cosa al mondo.
Perdere il controllo, non sapere cosa ti dice la testa, questa cosa ti porta ad avere PAURA. E la paura della paura è un altro meccanismo da cui non si esce più.
E ci si attacca alle cose della vita che ti fanno star bene, un nuovo amore, l'amicizia, l'affetto... e quando ti mancano a lungo queste cose, la testa comincia a ribellarsi...
Sto qui dalla trincea ore 19.12, 17 maggio 2005, il vostro soldato Ale vi saluta e vigila.
Riflessioni su un'officina di Bomba carta a cui abbiamo partecipato oggi.
Roma, Roma bellissima, Roma solenne, Roma invasa, Roma papalina.
Oggi Roma era una città irreale, niente macchine, niente negozi... solo pellegrini, canti e silenzio.
Ho seguito, anche perchè non avrei potuto fare altrimenti, i funerali del Papa.
Ero qui che pensavo, un anno e mezzo fa è morto il mio papà, un amore immenso, un dolore che da allora non mi abbandona, un dolore stretto al cuore, che mi accompagna quotidianamente.
Ecco quello era il mio papà, la mia guida, irrispettoso dite? No, ma che differenza per un accento!
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